La prima battaglia di Osgiliath (1a parte)

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31 Oct 2015 17:22 #102898 by Turin
Una lieve brezza primaverile scivolava quella mattina lungo il viale Cirion, fino ad arrampicarsi sulla cima della torre Falastur, all’estremità di Osgiliath orientale.
Le strade che si dipanavano al di sotto della torre erano ormai state abbandonate da oltre cinque secoli, triste fio di folli guerre civili, pestilenze e minacce esterne.
Osgiliath non avrebbe partorito più nessun figlio, non avrebbe più udito le risate di un bambino, né i pacifici richiami di un mercato o le grida gioiose dei giorni di festa; il suo ventre, un tempo fecondo, era ora irto di artigli e armature, percorso da schiere di soldati, primo scudo della nuova capitale: Minas Tirith.
La torre Falastur era la sineddoche di Osgiliath come anche dell’intero Regno di Gondor: antico, menomato ma pur sempre frutto della razza Numenoreana, di cui, persino nel declino, portava ancora la fierezza.
Il mio turno di guardia si sarebbe concluso al mezzodì, nel momento di massima gloria del Sole.
Da tempo la torre era infatti utilizzata come vedetta, a causa della sua grande posizione strategica all’estremità orientale e della sua vista mozzafiato sulle pianure del Rammas dove la luce, a poco a poco si spegneva, mentre lo sguardo raggiungeva le disgustose cime di Gorgoroth.
Da sempre più tempo nel cuore degli uomini la gioia dell’alba era stata sostituita da una grave e sgomenta preoccupazione per le ombre che voracemente spegnevano le luci, quasi come il ragno Ungoliant aveva fatto con lo splendore degli alberi di Valinor.
Ma quel giorno, tali preoccupazioni parevano essere state cacciate dallo splendore che Gondor ancora irradiava: Sire Denethor, Sovrintendente di Gondor e uomo di grande saggezza, era accorso al mattino per un’ispezione delle truppe.
Al suo arrivo, i due Capitani suoi figli, su cui tutta Gondor riponeva la speranza, lo avevano accolto con caldi abbracci.
Il maggiore, Boromir, era il nostro capitano, un uomo alto, forte e orgoglioso la cui furia aveva più volte cacciato orde di orchi, rendendo la sua fama di guerriero leggendaria per tutto il regno e ispirando una nuova generazione di figli di Gondor verso una gloria che si temeva fosse per sempre perduta.
Il secondogenito Faramir, era di pari statura ma meno robusto, di pari audacia ma meno impulsivo, con gli stessi occhi grigi di razza lontana, ma con una profondità e saggezza oscura al suo fratello maggiore; tutti coloro che erano stati toccati da quegli occhi erano immediatamente stati spinti da una lealtà assoluta, non data dalla paura, ma dal rispetto, tanto che persino i più infidi si precipitavano in un pianto rotto nel confessare le proprie malefatte, incapaci di mentire davanti a quello sguardo.
Il sovrintendente era apparso essere a tratti molto stanco, quasi indolenzito nella volontà, ma questa sensazione era stata spazzata via appena i suoi occhi avevano incrociato la fiera figura del suo primogenito.
Boromir era un uragano: dovunque passasse le paure erano spazzate via, la forza era ritemprata e la gloria di Gondor pareva potesse essere riconquistata.
Era stata una bella mattinata; felicemente mi apprestavo a concludere la mia guardia, ormai pieno di affamati pensieri rivolti al rancio del pranzo.
I Brividi colsero la mia pelle in modo inaspettato, un freddo pungente, infido, che toccava il nucleo centrale delle ossa.
Non feci in tempo a girarmi, che il mio sguardo fu improvvisamente attirato verso la miriade di facce sottostanti che fissavano il cielo, sconcertate.
Sporgendomi dalla balaustra della guardia mi domandavo cosa avesse ammutolito un giorno così gioioso quando mi accorsi che il sole era scomparso.
“Non è possibile è quasi mezzogiorno!” pensavo in preda allo sgomento, ma non era nulla in confronto allo spettacolo che vidi volgendo lo sguardo a est.
Le aride e rossicce pianure del Rammas, erano diventate nere, NERE, rovinate da una macchia che pareva inglobare sempre più terreno.
“Non è possibile quelli sono…” e mentre mi accingevo a formulare il nero pensiero dentro la mia testa, una terrorizzata conferma mi giunse dalla torre di vedetta accanto: “ORCHI! Allarmi! Un’orda di orchi ci attacca!”
Tutti gli uomini furono presi dal panico al suono di quell’allarme, tutti tranne due: Boromir aveva già tuonato alla scorta del Sovrintendente di rientrare a Minas Tirith e, dopo aver radunato la sua compagnia, l’aveva posizionata al centro, ordinando al Capitano della Guardia della Cittadella, un grande guerriero di nome Beregond, di assumere il controllo del lato sinistro.
Mentre il fratello maggiore scuoteva gli animi e incoraggiava le truppe all’imminente battaglia, Faramir si rivolse dritto verso di me e persino da quella distanza, riuscì ad avvertire il suo sguardo mentre mi chiedeva: “Soldato, dammi una stima delle forze che ci attaccano e dei loro movimenti”.
Il panico che mi aveva inizialmente colto, fu spazzato via dalla disciplina militare e dalla calma che il capitano infondeva, in modo del tutto naturale.
Mi girai e applicai il trucco che tanti anni addietro mio padre mi insegnò per stimare la grandezza di un’armata: “Signore conto 15000 orchi e almeno 10 troll, vedo anche due catapulte”.
Faramir mi guardò con occhi sorpresi, poi riflesse qualche momento, ponderando sui numeri appena sentiti, fino a quando dai suoi occhi trapelò una decisione.
Richiamò quindi la sua guardia del corpo, un ramingo di nome Damrod e gli ordinò di comandare il lato destro in sua vece. Poi prese il comando di una parte della scorta a cavallo del Sovrintendente e, dopo aver fatto un cenno a Boromir ed aver indicato la mia torre, scomparve lungo il viale.
A quel punto fu la voce di Boromir che sentii: “Vedetta, voglio un resoconto delle posizioni degli orchi fino a quando non si trovano a 500 metri dalla città; poi assumi il controllo di una compagnia d’arcieri e posizionati nelle torri alle nostre spalle”.
Non potevo credere a quanto avessi udito, ma ubbidii e mi concentrai sull’esercito che si riversava davanti a me; secondo un breve calcolo stimai che avrebbe impiegato un’ora per attraversare tutta la pianura.
Eppure gli orchi sembravano molto più veloci, la massa correva e urlava come in preda ad una folle frenesia che mai avevo visto prima; a quel ritmo avrebbero impiegato metà del tempo da me previsto per arrivare alle porte della città.
Gli orchi non parevano preoccupati di assumere un ordine di battaglia, sembravano una putrida accozzaglia informe, disorganizzata, ma letale.
Quando le prime macchine d’assedio furono a mezzo kilometro, mi ritirai e comunicai le ultime posizioni del nemico ad un ufficiale e poi mi apprestai ad assumere, per la prima volta nella mia vita, il comando di un intera compagnia, in tutto 300 uomini.
Mentre mi dirigevo verso la mia nuova posizione, sentii svettare sopra il silenzio delle truppe, il tuono della voce del Capitano della Torre Bianca: “Soldati, queste empie creature pensano di distruggere le nostre terre, il nostro popolo, la nostra bella città! Pensano che gli uomini di Gondor che difendono Osigliath siano fantasmi come essa! Oggi dimostreremo a questi schifosi che né Osgiliath né gli uomini che ne fanno scudo, sono solo una pagina di storia! Per la Gloria di Gondor!”.
Da quel punto in poi assistetti alla battaglia dalle retrovie: Boromir diede un segnale e i famosi Trabucchi Grido di Battaglia mieterono le prime vittime tra le file degli orchi.
Le grida di gioia dei soldati furono subito ammutolite dalla risposta delle catapulte orchesche che bucarono la prima fila della compagnia di Beregond sul lato sinistro e distrussero in un colpo la vecchia torre Falastur.
Adirato dalla morte dei miei compagni e dalla distruzione di uno dei simboli della città chiesi alle vedette di segnalarmi la posizione dei troll e, dopo aver ricevuto il segnale, divisi in 3 tronconi il fiume di frecce che si riversò sopra l’esercito di orchi.
La tattica funzionò e quattro Troll stramazzarono al suolo dopo due ondate di frecce; allo stesso tempo, purtroppo, gli altri sei e le prime migliaia di orchi già ingaggiavano le prime file.
La pioggia di frecce e proiettili delle macchine d’assedio continuò indirizzata verso le retrovie e fu così che persi i primi uomini, travolti dalle pietre di un edificio colpito.
Mi arrampicai sull’edificio più alto che potessi trovare per controllare l’andamento della battaglia.
I combattimenti infuriavano da più di un’ora e gli orchi avevano già tentato tre diverse cariche, tutte respinte dagli uomini di Gondor. Non riuscivo a capacitarmi di come quegli orribili esseri potessero ancora combattere con tanta foga dopo un’ora di corsa forzata.
Il lato destro e il centro restavano saldi sotto gli attacchi di Mordor, mentre il lato sinistro, il più isolato, dava i primi segni di cedimento.
In tutto il clamore della battaglia mi chiedevo dove fosse finito Faramir, quando vidi un gruppo di luce nel mare nero, proprio nel lato destro dello schieramento di Mordor.
Il secondogenito di Gondor era là, con un pugno di cavalieri, che, tra salve di frecci e cariche, tentavano di alleggerire la pressione sul lato sinistro comandato da Beregond.
Decisi allora di concentrare il tiro sul quel lato, per agevolare la manovra del capitano, ma fui bloccato da una paura profonda, gelida, un male non nato in quest’era del mondo, un male antico.
Riuscì solo a girarmi terrorizzato e scorgere una nera figura in groppa ad una orrida creatura con le ali che con una zampata uccise i miei compagni sull’edificio e con la coda mi colpi al petto, sbattendomi contro un pilastro.
E poi il buio.

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31 Oct 2015 22:34 #102907 by ALBIONE
Replied by ALBIONE on topic La prima battaglia di Osgiliath (1a parte)
Bel Background Turin! :lol:
Alla fine, se l'ho letto io, non è poi così lungo... :pinch:
Che la fortuna con le frecce ti arrida anche in torneo! ;)

POTERE HOBBIT!

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  • Samildanach
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31 Oct 2015 22:50 #102910 by Samildanach
Replied by Samildanach on topic La prima battaglia di Osgiliath (1a parte)
Intenso! Mi piace!

When the Elves passed westward, Tom was here already, before the seas were bent. He knew the dark under the stars when it was fearless – before the Dark Lord came from Outside.

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01 Nov 2015 12:15 #102920 by Turin
Replied by Turin on topic La prima battaglia di Osgiliath (1a parte)
grazie ragazzi ora vedo di scrivere anche il continuo ;)

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