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Category: Racconti e BG
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Premio Miglior Background al 4° Torneo di Lega di Parma e relativa lista.
 

L’ ultimo viaggio per Khazâd - Dum

 
Tratto dagli scritti di Gròlin, Custode del Sapere di Erebor.

Anno 190, Quarta Era:

18 Ottobre:
A lungo aspettammo l’ incoronazione del nostro nuovo Re, il cui nome fu quello del Padre della nostra stirpe, Durin VII l’Ultimo sarebbe stato colui che avrebbe guidato i nani nella loro antica Dimora, ormai da tempo deturpata e  trafugata dalle più infide  creature che abbiano mai toccato il suolo della Terra di Mezzo. Khazad – Dum si soleva chiamarla un tempo, all’epoca del suo maggiore splendore, prima che l’Ombra e Fiamma si abbattessero sui nostri avi, scacciandoli dalla loro stessa casa.
Ora che l’Oscuro Signore è stato sconfitto per sempre e il Flagello di Durin distrutto, Durin VII ha annunciato che presto partirà con dei volontari del nostro popolo alla riconquista dell’ antico reame, per scacciare definitivamente gli orchetti da ciò che ci è sempre appartenuto di diritto.
Vecchio come sono sarebbe quasi ridicolo, direbbero alcuni, che scendessi in battaglia per aiutare il nostro Re, eppure sento che il mio cuore vuole seguire questo sogno prima che io lasci questa vita e non ho intenzione di deluderlo. Il Re ha accolto la notizia a braccia aperte e mi ha riferito: “Servirà soprattutto il tuo sapere in battaglia, mio fedele Gròlin, non solo la forza del nostro braccio! Sei il mio consigliere e maestro, e se queste sono le tue ultime volontà ben vengano!”
Congedandomi mi disse che saremmo partiti appena avremmo raggiunto il numero, da me ritenuto necessario, per la riconquista del Reame di Moria. Ahimé una responsabilità molto importante da sostenere, a causa dell’immensità di quel posto e dato che ormai, è un rifugio per gli ultimi superstiti sostenitori di Sauron. Non sarà facile perché questi non lasceranno passarci indisturbati tra le innumerevoli gallerie, né tanto meno noi vogliamo questo! Il nostro Re brama vendetta contro quei maledetti usurpatori per quante vite di nani hanno spezzato, ultima ma non meno importante quella di Balin, figlio di Fundin e dei suoi compagni.

9 Novembre:
Decisi così di mandare un gruppo di esploratori in avanscoperta fino ai Cancelli Orientali. Quando tornarono mi dissero che non c’era traccia di orchi fuori dai Cancelli, ma che molto probabilmente i superstiti si sono tutti rifugiati all’interno, al riparo dalla luce del Sole e da occhi indiscreti. Dopo giorni a studiare ogni possibile tattica, trassi così le mie conclusioni…

Anno 191, Quarta Era:

11 Gennaio:
Dopo qualche mese per radunare l’esercito necessario all’ impresa, decidemmo di partire per gli ultimi giorni di Gennaio, calcolando che saremmo arrivati ai Cancelli Orientali verso i primi giorni di Febbraio. Ricevemmo un numero elevatissimo di richieste da parte dei soldati per partecipare alla spedizione, così alto che molti dovemmo lasciarli a casa a difesa delle nostre roccaforti. Il sentimento che albergava in ognuno era quello di reclamare ciò che un tempo era nostro e che ci è stato tolto con la forza, e rendere di nuovo Khazad – Dum il reame splendente che era allora, rifugio per i viandanti dei popoli liberi e una casa sicura per i loro antichi proprietari.

20 Gennaio:
Decidemmo di partire il venti gennaio con Re Durin VII alla testa di 3000 nani provenienti da tutte le nostre dimore nella Terra di Mezzo, da Erebor ai Monti Grigi e dalle Colline di Ferro fino ai Monti Blu. Io mi trovavo con la guarnigione scelta per la protezione del Re, con Durin VII stesso a comando. Ad affiancarmi c’erano due figure di spicco della Montagna Solitaria: Oghren capitano reduce della Guerra dell’Anello, ha combattuto la Battaglia della Valle quando era ancora molto giovane e vide perire il nostro Sire Dàin II Piediferro. Ora è uno stimato capitano dall’infinita esperienza nell’arte della guerra. L’altro è Thor, il campione del nostro popolo, guerriero indomabile e fiero, uno dei più potenti signori della battaglia della nostra razza; si dice che la sua abilità rivaleggi persino con Gimli Amico degli Elfi, altro campione di Erebor che purtroppo non si trova più su queste terre.
 
5 Febbraio:
Come previsto arrivammo ai Cancelli Orientali per i primi di Febbraio senza incontrare troppi intoppi, il viaggio è stato lungo e riposeremo una notte prima di entrare a Moria, così che siano tutti pronti per le insidie che ci aspetteranno all’interno. Molti vorrebbero già entrare ora quanto è grande il loro desiderio di vendetta. Per fortuna i capitani di ogni contingente hanno tenuto a bada i bollenti spiriti dei guerrieri più giovani.

6 Febbraio:
Ci apprestiamo ad entrare e beh, dell’antico splendore di un tempo rimane assai poca cosa, questo posto in mano a quegli infidi vermi è diventato poco più di una semplice caverna piena di scheletri e macerie ovunque, ma le opere delle nostre genti sono fatte per durare nel tempo, confido che togliendo lo strato di malvagità che alberga qui dentro si potranno riammirare le antiche glorie del passato.
Purtroppo un intoppo ci si presentò quasi subito: come aveva detto Gimli Amico degli Elfi, il ponte di Khazad – Dum è crollato durante la battaglia tra Gandalf e il Flagello di Durin. Deve essere stata una lotta terribile, e terribile doveva essere il potere di Gandalf per riuscire a sopraffare una mostruosità del genere. Non oso immaginare come sarebbe finita questa spedizione se il Balrog vivesse ancora all’interno di questi abissi!
Dovremmo sostare e costruire un ponte solido che regga il passaggio di 3000 nani pesantemente corazzati. Abbiamo molti ingegneri all’opera, confido che il ponte sarà pronto entro una settimana. 

14 Febbraio:
Con un leggero ritardo il ponte di provvisorio fu costruito. Durante i giorni trascorsi ad aspettare non notai movimenti sospetti a parte qualche rumore, come leggeri fruscii, durante le sette notti. Probabilmente questi orchetti ci stanno spiando dalle tenebre per osservare chi invade la “loro” dimora. Immagino che le loro numerose schiere ci attendano più in profondità, così da tagliarci tutte le possibili vie di fuga. Fortunatamente nella maggior parte dell’esercito questa possibilità non sembra preoccuparli, anzi sembrano tutti molto determinati ad andare avanti, nelle tenebre e nell’ignoto. Re Durin sembra invece aver capito i miei timori e mi ha assicurato che procederemo con cautela, in quanto anche lui nelle notti passate qui dentro ha notato strane figure muoversi nell’ombra…

23 Febbraio:
E’ più di una settimana che stiamo riscoprendo il nostro antico reame e avanziamo velocemente salone per salone, lasciando ad ognuno di esso un nutrito numero di soldati a fare la guardia. Inoltre per ora abbiamo incontrato poca resistenza, qualche piccola schermaglia contro alcuni codardi branchi di orchetti e altre bestie immonde. Sfortunatamente per loro siamo troppo determinati per farci intimorire dai loro agguati, soprattutto se di insignificanti dimensioni come questi.
Le vittorie per ora riportate sembra abbiano ancor di più galvanizzato le truppe, cosa che mi rende assai più confortato rispetto ai nostri primi giorni. Re Durin è instancabile in questo viaggio, sempre alla testa del suo contingente, avanza imperterrito nell’oscurità con Thor e Oghren a fargli da guardie. Dal canto mio, gli anni si incominciano a farsi sentire e tenere questo ritmo sostenuto non è più una passeggiata.

Importante annotazione: abbiamo trovato la camera di Mazarbul, dove secondo l’omonimo libro, fu sepolto l’ultimo signore di Moria. Purtroppo, la camera è del tutto crollata e non potremo rendere omaggio alla tomba di Balin. Oghren ha chiesto al Re se, una volta presa la fortezza, si potrà scavare le macerie dalla Camera in quanto vorrebbe far visita al suo lontano cugino deceduto.

5 Marzo:
Passato un mese dal nostro arrivo, la spedizione incomincia a farsi più ardua, le imboscate mordi e fuggi degli orchi si fanno sempre più frequenti più ci addentriamo nelle profondità, abbiamo subito anche l’attacco di alcuni  Vagabondi delle caverne, ma Thor ha subito dimostrato il suo valore contro queste bestie, uccidendone addirittura tre da solo. Nulla che non riusciamo a contrastare per ora, ma sospetto che questi esseri abbietti si stiano organizzando e il terreno e l’oscurità giocano a loro favore. Vogliono scacciare gli invasori dal loro territorio. Alcune guarnigioni lasciate indietro hanno subito solo dei rapidi assalti, fortunatamente risolti tutti a nostro favore.

Bilancio delle vittime:dopo esattamente un mese, le nostre perdite sono state di 217 soldati, un numero che non mi aspettavo fosse così alto, forse ho sbagliato i miei calcoli prima della partenza, ma per quanti orchetti uno uccida un altro si presenta al suo posto, sembrano non finire mai!

9 Marzo:
Nella notte ho sentito urla terribili, quasi mi vengono i brividi a scrivere le sensazioni che ho provato. Alcuni di questi abomini sono divenuti degli abili predatori e col favore della semi – oscurità riescono ad assalire le nostre guardie senza fare rumore. Un metodo da vigliacchi adatto giusto ad esseri come loro.
Dei 3000 di cui siamo partiti, ora solo in 700 continuiamo ad avanzare alla riconquista di nuovi saloni e miniere. Il resto dell’esercito, il Re ha preferito lasciarlo indietro a sorvegliare le sale espugnate al controllo del nemico. A quanto pare Durin vuole dirigersi con un manipolo di un centinaio di soldati alle miniere di Barazinbar, antica gloria passata quasi il simbolo di Khazad-Dum, dove si poteva estrarre il vero argento in abbondanti quantità. Secondo le mie mappe ed alcuni calcoli che ho fatto dovremmo arrivarci tra due giorni di cammino se non incontriamo nessun intoppo, naturalmente…

11 Marzo:
Stranamente la frequenza degli attacchi degli orchetti è diminuita in questi due giorni eppure sento continuamente la loro presenza intorno a noi, come se stessero aspettando qualcosa… Alcuni nostri arcieri sono riusciti ad eliminarne qualcuno che si avvicinato troppo, ma non in numero tale da far fuggire quelli nascosti negli antri più oscuri.
Arrivammo in tarda mattinata alla scalinata che porta alle miniere, uno dei punti più profondi di Moria e anche uno dei più difficili da dove poter scappare. Iniziammo a scendere come pattuito giorni fa, con il contingente del Re più altri 40 dei nostri soldati per un totale di circa in centinaio di nani. Più si scendeva più l’aria diveniva pesante, come se una coltre di malvagità rivestisse questo luogo da molto tempo, però la vista che si poteva ammirare in questo luogo era di una ricchezza senza pari. Pareti e pareti cosparse del nostro metallo più prezioso: il Mithril, in questo luogo si trova la riserva naturale più grande che avessi mai visto, nemmeno quelle di tutti i nostri regni odierni messi assieme ne contengono una tale quantità come qui sotto. La miniera risplendeva di un rosso fiamma intenso come se le pareti stessero andando a fuoco, il tutto grazie al luccichio di questo metallo e la luce delle nostre torce.
Scendemmo fino al piano terra e purtroppo la nostra felicità si spense in fretta. Trovammo infatti un significativo numero di cadaveri del nostro popolo, probabilmente minatori della spedizione di Balin, massacrati e lasciati lì a putrefare. In questo luogo è avvenuta una vera carneficina e da lì a poco avrei temuto che lo stesso fato dovesse toccare a noi…
Il tempo necessario che fummo scesi tutti per compiangere i nostri antenati, che già in lontananza si iniziò ad udire uno strano suono. Dum. Sembra qualcosa tipo un tamburo e si sta avvicinando velocemente. Dum Dum. Come temevo, gli orchetti hanno aspettato che ci staccassimo dalla parte principale dell’esercito per attaccare il contingente reale e cercare di ucciderci tutti. Dum Dum Dum. Ormai li sento arrivare da ogni parete della miniera, sono in numero spropositato rispetto a noi e ci stanno circondando, vedo i loro occhi lucenti nell’oscurità e le loro rozze lame risplendere con la luce delle torce. Proprio come successe agli ultimi della spedizione di Balin, ci hanno tagliato ogni via di fuga possiamo solo combattere e vendere cara la pelle. Non possiamo più uscire. Dum Dum Dum. Tamburi. Tamburi negli abissi…
Vidi, però, negli occhi dei miei commilitoni non una sensazione di panico come stava prendendo me, ma anzi un fuoco che ardeva di vendetta desideroso solo di farla pagare cara a questi esseri immondi. Durin mi appoggiò una mano sulla spalla, mi sorrise e disse: “Se moriremo qui, fratello Gròlin, sappi che è stato un onore averti al mio fianco come maestro e come guerriero!” Quelle parole e quel innocente sorriso mi bastarono per risvegliare tutta la furia che albergava in me e darmi la forza di combattere fino alla morte.
Intanto i nostri corni squillavano per chiedere aiuto ai contingenti rimasti ai livelli  superiori, ma la strada era lunga ed avremmo dovuto resistere da soli per alcune ore. Altri Vagabondi si presentarono, aggiungendosi all’enorme massa di orchetti che ci circondava. Thor fu il primo ad attaccare seguito subito dai suoi uomini, si batteva con una tale furia che alcuni orchi sarebbero fuggiti immediatamente se i loro capi non li avessero costretti a restare. Falciava qualsiasi cosa gli si parasse davanti, ma per quanti ne uccidesse altri ne spuntavano. Oghren con la sua falange resisteva efficacemente ai continui assalti. Combatteva sempre in prima linea, mai una volta l’ho visto indietreggiare, si riconosceva subito che si trattava di un veterano della guerra, forte di braccio e acuto di testa.
Il Re, beh era uno spettacolo vederlo combattere, roteava la sua ascia come se fosse un leggero bastone e gli uomini affianco a lui si battevano con un vigore senza pari, nessuna delle sue guardie esitò anche per un solo istante ed assaltarono persino due Vagabondi trafiggendoli a morte.
Purtroppo l’ incessante flusso di Orchi si faceva sentire e dopo circa una mezz’ora le nostre perdite cominciavano a salire con rapidità. Temo che i rinforzi non arriveranno mai in tempo. L’unità di un altro capitano si era dimezzata e si era appena formato un buco nella nostra formazione. Cercammo di riparare subito, con Oghren che mandava uomini della sua unità a rimpiazzare quelli appena deceduti nell’altra formazione. Sembrava una carneficina, gli uomini di Thor, i più temerari e sconsiderati, avevano fatto un massacro incredibile, ma anche loro avevano subito grosse perdite. Durin intanto combatteva con valore incitando i propri soldati a non cedere neanche un millimetro di terra conquistata.
Ad un certo punto della battaglia io e il mio sire ci voltammo e vedemmo un grosso orco, che pareva essere il capo da come lo trattavano gli altri, con una strana ascia in mano di fattura nanica da quanto si capiva sulle rune incise sulla lama. Che fosse proprio lei? La leggendaria ascia di Durin, quella che si credeva persa per sempre dopo la spedizione di Balin? Il mio Re si gettò nello scontro contro l’orco capo deciso nel conquistare il vecchio cimelio, isolandosi dalle sue guardie. Scelta avventata fu questa, in quanto subito fu circondato da altri orchetti  che vennero per dare una mano al loro capitano. Il numero di immonde crature intorno a Durin cresceva enormemente e nel fragore della battaglia chiamai a me Thor e Oghren per darmi una mano a sfoltire il numero di orchi intorno al nostro Re. Dopo esserci liberati delle schiere più esterne di questo circolo di corpi ci accorgemmo che al centro non c’era più nessun movimento, ma solo un ammasso enorme di cadaveri. Del nostro Re nessuna traccia… Incominciai a disperarmi e desideroso di vendetta mi scaglia contro il nemico più vicino. Dopo qualche minuto, le nostre speranze sembravano svanire, quando dalla montagna di cadaveri si erse il nostro Re lordo di sangue di orchi con l’antica ascia stretta in mano. Arma e proprietario di nuovo insieme, dopo millenni separati. Durin sembrava avesse acquisito un aspetto ancora più fiero e nobile, come i libri descrivevano i suoi antenati con lo stesso nome. Salì sulla catasta di cadaveri degli orchi e tutti sul campo di battaglia si fermarono per ammirarlo. Disse: “Fratelli! Questo probabilmente è il nostro ultimo giorno di vita! Combatteremo fino alla morte come se non ci fosse un domani! E’ stato un onore essere al vostro fianco…” e fece un leggero inchino come segno di rispetto. Rialzò la testa con lo sguardo più determinato che avessi mai visto in vita mia e urlò: “Baruk Khazâd! Khazâd ai-mênu!!!” E si gettò a capofitto nella mischia, i nostri soldati risposero al grido e lo raggiunsero subito. Gli orchi sembravano intimoriti da quella foga guerriera mai vista e molti fuggirono prima di essere sterminati dai nostri colpi. Intanto un corno di soccorso finalmente risuonava in lontananza…
 
Fine per ora.
 
Luca Pedemonte

Lista Mononani da 750 punti

Banda 1:

-          Balin, figlio di Fundin + Ascia di Durin   P=3; V=3; F=1;  85 punti    (Re Durin VII nel BG) (Leader);
-          8 Guardie di Khazad   88 punti;
-          2 Guardie di Ferro   30 punti;
 
Banda 2:

-          Campione del Re (+ 2 Araldi)   P=2; V=1; F=1;   125 punti    (Thor nel BG);
-          4 Guardie di Ferro   60 punti;
-          4 Guerrieri nani con scudo   36 punti;
 
Banda 3:

-          Capitano nano + scudo   P=2; V=1; F=1;    65 punti    (Oghren nel BG);
-          10 Guerrieri nani con scudo   90 punti;

Banda 4:

-          Flòi Manodipietra   P=1; V=3; F=1;   70 punti    (Gròlin nel BG)
-          11 Guerrieri nani con arco   99 punti;

Totale: 748 punti;
Modelli: 45;
Archi: 11;
Possanza: 8;
Rotta: 23.